Salv-a(ama)mi. 救我



Dico troppo spesso ”grazie” e ”scusa”, come se non meritassi mai niente, come se sbagliassi sempre qualcosa.

(via soldaticonlevansaipiedi)

"Avrei dovuto tenerti più stretto, ma io le persone proprio non riesco a farle rimanere."
via (ho-bisogno-di-essere-salvata)

(via comeandjoinwonderland)

Il frigorifero è un chiaro esempio che ciò che conta è quello che c’è dentro.

(Fonte: ho-bisogno-di-essere-salvata, via perfortunacisonoioconme)

"Sono stanca di rincorrere quelle persone che non vogliono essere raggiunte.
Continuo ad affannarmi inutilmente, continuo ad aggrapparmi a ricordi che non posso più toccare.
Allora mi allontano dalle promesse, dai “ti voglio bene”, dai “ci sarò qualunque cosa accada” perché hai smesso di farmi del male o almeno, non te lo permetto più."
via (ho-bisogno-di-essere-salvata)

(via siamosolomaschere)

"Ho bisogno di qualcuno con le mie stesse ferite per guarire."
ho-bisogno-di-essere-salvata (via ho-bisogno-di-essere-salvata)

(via diariodiunaragazzasenzasogni)

"L’ho sentito proprio entrare dentro di me, l’ho sentito abitarmi nelle ossa, posizionarsi sulla mia pelle, respirare il mio male, farlo suo, renderlo migliore."

(via ho-bisogno-di-essere-salvata)

Lacrime

(via nonpossori-prenderti)

(via conilcuoreintempesta)

"

È sabato sera.
Ci sono ragazze che sono già in giro.  Ragazze che aspirano a diventare modelle.
E poi ci sono io, sabato sera a casa, con tumblr e un pacco di biscotti.

"

Francesca Berardi.

(via diioporco)

O pizza.

(via il-tuo-sorriso-dolce)

Vai sore

(via track-seven) questo è paradiso.

(via salvamidatuttoetutti)

(Fonte: sorrisidisperati, via cornicivuote)

"

Se ti senti inutile come un pastello bianco, devi solo cercare qualcuno che preferisca disegnare sulla carta nera.

"

vodksad (via thanksforallyourmemories)

amo questa citazione.

(via seicomelariacherespiro)

(Fonte: smarkly, via comincioabastarmi)

"Si sedeva sempre con me, sul muretto della scuola, dopo il corso di inglese. Aspettava con me che mia madre venisse a prendermi, aveva freddo con me, sprecava il suo tempo con me. Lui aveva l’età giusta per essere indipendente ed io ero solo troppo piccola. Ero fidanzata con una brutta persona, che di me se ne fregava. Quando glielo dissi, ricordo che il suo sorriso perse un grado di luminosità, e i suoi occhi diventarono un po’ più neri. Continuò a stare seduto, immobile, impassibile. Non disse una parola, non si arrabbiò, non mi disse ‘ho solo sprecato tempo con te!’. Restò seduto sul muretto marrone. E iniziò a parlare, recitava una poesia di Shakespeare che recitava più o meno “non vorrei restar nei tuoi dolci pensieri, se il pensare a me, ti facesse soffrire.”
Ogni giovedì lui restava con me, seduto al freddo, ‘non puoi restare da sola, ti rapiscono’, diceva. Era un ragazzo di poche parole, come se a lui le parole non servissero. Ma gli piaceva cantare, ascoltavamo tante canzoni durante quelle ore. A me piacevano le canzoni tristi, a lui quelle senza testo, e mi chiedevo perché. Un giovedì poi si mise a cantare, non l’avevo mai ascoltato così a lungo. Aveva una bella voce, si insomma, la sua voce era una melodia. Mi misi a ridere, perché non avrei mai potuto piangere. La verità è che mi odiavo, perché non riuscivo proprio, nonostante fosse splendido, ad amarlo. Eravamo così simili. Non mi ero mai interessata di sapere qualcosa in più di lui, tipo le cose importanti, tipo perché restava con me tutto quel tempo, perché non aveva altro da fare? Preferiva la carne o il pesce? Il suo colore preferito? I genitori lavoravano tutto il giorno, ed era molto solo. Non mangiava carne. Non aveva un colore. La notte giocava a kick boxing, ma non era una persona aggressiva. Era solo trasgressivo. Ma non con me. Quando passava del tempo con me era responsabile e mi spezzava le sigarette. Non provò mai a baciarmi, nemmeno una volta, e anzi a volte lo desideravo, ma un bacio tra noi non ci fu mai.
Era una delle poche persone che aveva gli occhi neri, proprio uguali ai miei. In lui vedevo un fratello, pensava al mio bene e mi aveva fatto liberare della persona con cui ero fidanzata. Io ero impertinente e lui era strafottente, e ancora non riuscivo ad amarlo. Poi un giorno, dei ragazzi si avvicinarono a me. Ricordo che ebbi paura, perché chiunque di noi rischiava di diventare il fatto di cronaca del giorno. Cercarono di mettermi le mani addosso. Io urlai, poi lo vidi correre verso di me, solo, con la faccia vermiglia, era spaventato, sapevo leggere i suoi occhi. Io mi liberai dalla presa degli altri e gli dissi di lasciare stare, che li avrebbe ammazzati se solo avessero provato a toccarlo. Ma li avrebbe ammazzati comunque, perché avevano toccato me. Lo supplicai, cercai di trascinarlo. Ma ragazzi, quando si metteva in testa una cosa, doveva farla, e nessuno poteva impedirglielo. Quelli erano dei delinquenti, non si fermarono davanti a lui. Come temevo fu lui, a diventare il fatto di cronaca del giorno. Nessuno riconobbe il corpo: in realtà i genitori non li aveva, e viveva in una casa per orfani, in quella casa erano tutti muti, tra l’altro, e i soldi per il funerale non li avevano. Ero disperata, e solo a quel punto mi resi conto di quanto lo avessi amato per tutto quel tempo. Solo a quel punto capii perché la sua voce era una melodia e, la musica che ascoltava, le parole, non le aveva."
noianchesiamounastoriadamore (via noianchesiamounastoriadamore)

(via noianchesiamounastoriadamore)

"Fra tanti occhi che potrei incontrare, io cerco quelli che non posso avere."
(via sechiudogliocchinoncisei)

(Fonte: portartipersempredentro, via esiamosuquestastradainsieme)

Sono l’unica schifosa sentimentalista e troppo emotiva che piange per ogni storia ad ”C’è posta per te”?

distruggimi:

La Feltrinelli non delude mai.
unfjxable:

buona serata.
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